• Athanor è alchimia tra terra, aria, acqua e fuoco

    Athanor è alchimia tra terra, aria, acqua e fuoco

  • Athanor è vino e alchimia tra terra, aria, acqua e fuoco

    Athanor è vino e alchimia tra terra, aria, acqua e fuoco

  • Athanor è alchimia tra terra, cielo, spirito e materia

    Athanor è alchimia tra terra, cielo, spirito e materia

  • Athanor è vino e alchimia tra spirito e materia

    Athanor è vino e alchimia tra spirito e materia

"La vite, all'epoca della sua ultima maturazione, ha maggior bisogno dei raggi e del calore del sole che all'inizio della primavera. E quando il sole in autunno compie bene la sua funzione, la vigna fornisce ordinariamente un succo migliore e più ricco che se, in assenza di calore, questi raggi solari le fossero mancati".

Basilio Valentino, Le Dodici Chiavi della Filosofia, Settima Chiave

Antico VINO Alchemico

Da manoscritti esoterici del 1777

Enrico Sorrentino, L'Alchimista

Enrico Sorrentino

L'Alchimista

Enrico Sorrentino (Venezia, 1975) ha studiato architettura e storia moderna a Venezia. Si interessa di storia sociale e di cultura veneziana fra Cinque e Settecento, con particolare riguardo ai fenomeni della miscredenza popolare e della stregoneria. Ha pubblicato lo studio Giuseppe Pelizzari e quel sicuro mezzo dell'olio santo. Appassionato di filosofia esoterica, di alchimia nonché di storia del vino, ha avviato nel 2001 una personale produzione vinicola alla quale applica princìpi alchemici del XVIII secolo ripresi da fonti inedite ovvero libri e manoscritti antichi di sua proprietà

L'Alchimista

  • Enrico Sorrentino

    L'Alchimista

    Enrico Sorrentino (Venezia, 1975) ha studiato architettura e storia moderna a Venezia. Si interessa di storia sociale e di cultura veneziana fra Cinque e Settecento, con particolare riguardo ai fenomeni della miscredenza popolare e della stregoneria. Ha pubblicato lo studio Giuseppe Pelizzari e quel sicuro mezzo dell'olio santo. Appassionato di filosofia esoterica, di alchimia nonché di storia del vino, ha avviato nel 2001 una personale produzione vinicola alla quale applica princìpi alchemici del XVIII secolo ripresi da fonti inedite ovvero libri e manoscritti antichi di sua proprietà

    L'Alchimista

Notte Saturnina

I

Notte Saturnina
Mercurio dei Filosofi

II

Mercurio dei Filosofi
Oro dei Savi

III

Oro dei Savi
Fuoco Occulto

IV

Fuoco Occulto
Sfera dell'Anima

V

Sfera dell'Anima
Catena Aurea

VI

Catena Aurea
Rugiada Celeste

VII

Rugiada Celeste
VII+I Rosarium Philosoforum ∞

VII+I

Rosarium Philosoforum ∞
  • Attraverso il vino realizzo l'opus alchemicum e ottengo l'oro filosofico

    Attraverso il vino realizzo l'opus alchemicum e ottengo l'oro filosofico

  • Attraverso il vino ricerco il lapis philosophorum

    Attraverso il vino ricerco il lapis philosophorum

  • Attraverso il vino raccolgo gli Elementi e le qualità dell'universo.

    Attraverso il vino raccolgo gli Elementi e le qualità dell'universo.

  • Attraverso il vino raccolgo i Quattro Elementi per ricomporre Materia e Forma

    Attraverso il vino raccolgo i Quattro Elementi per ricomporre Materia e Forma

Uno

“Tutti gli alberi, le erbe e le radici così come tutti i metalli e i minerali, ricevono le loro forze, il nutrimento e la crescita dallo spirito della terra perché lo spirito, che è vita, è nutrito dagli astri e accorda in seguito il suo nutrimento a tutto ciò che vegeta."

Basilio Valentino,
Le Dodici Chiavi della Filosofia, Quinta Chiave.

Due

Sette antichi manoscritti contenenti oscure ricette per la produzione di vino esoterico. Sette diversi approcci alchemici da operarsi in sette luoghi diversi per cogliere al meglio la forza vivificante della terra. Sette vini, sette metalli, sette diversi viaggi mistico-sensoriali.

Tre

Tutto ha inizio nella Venezia eterodossa del Settecento, quando libri di magia e pratiche magiche circolavano ampiamente in forma manoscritta. Un giorno del 1777 un frate di nome Gian Giacomo, denunciato al Sant'Uffizio per praesunta haeresis e ricercato dal Capitano del Tribunale che aveva l'ordine di arrestarlo, corse a rifugiarsi in una soffitta non lontano da San Marco. Il motivo dell'accusa era il possesso di sette manoscritti di carattere alchemico che egli aveva fatto vedere ad altri frati e viticoltori.

Quattro

Nella soffitta il frate trovò un libro nel quale pensò bene di nascondere i manoscritti. Poi, nel risguardo del libro, scrisse, firmò e datò la breve confessione che ci consente di ricostruire in parte questa vicenda, e nascose il tutto meglio poté. Non sappiamo cosa accadde successivamente a fra' Gian Giacomo. Non sappiamo se fu catturato dal Capitano del Tribunale, non sappiamo se fu mai portato dinnanzi all'inquisitore. Negli incartamenti processuali coevi non pare esservi alcuna menzione di un frate di nome Gian Giacomo arrestato per il possesso di manoscritti sospetti, e probabilmente non ci fu un processo inquisitoriale vero e proprio.

Cinque

Per qualche motivo libro e manoscritti finirono due anni dopo a Napoli, se – libro alla mano – leggiamo, nella carta di guardia, il nome del suo nuovo possessore, nonché luogo e data: “Ermanno dei Sorrentino, in Napoli, 1779”. Probabilmente il libro, ritrovato presto nella soffitta, fu ceduto o venduto a qualcuno – forse proprio a detto Ermanno – che lo portò con sé a Napoli assieme ai manoscritti.
Queste le vicende di Gian Giacomo, dei manoscritti e del libro che, prima della caduta della Serenissima, raggiunsero la Napoli di Ferdinando IV.

Sei

Ebbene ho avuto la fortuna di ereditare da mio padre – il quale a sua volta lo ereditò da suo padre – il libro di Gian Giacomo, ancora integro e contenente i manoscritti. Non posso affermare di essere un discendente di Ermanno, l'antico possessore del libro, benché porti lo stesso cognome. La cosa che più importa è l'essere venuto in possesso di originali manoscritti della seconda metà del Settecento contenenti procedure alchemiche atte alla produzione di sette vini non ordinari. Evidentemente si era voluto che non andasse perduta la memoria di Gian Giacomo e dei manoscritti, se sul dorso del libro si legge, probabilmente scritta da Gian Giacomo stesso, la parola greca il cui significato è: “immortale”.

Sette

Essendo da sempre un appassionato di alchimia e filosofia ermetica ho deciso di rileggere le Dodici Chiavi della Filosofia di Basilio Valentino, il Corpus Hermeticum di Hermete Trismegisto, la Atalanta Fugiens di Micheil Maier e tradurre i manoscritti per dare inizio alla coltivazione dei sette vini. Molte cose mi sono rimaste oscure per diversi anni. Grazie all'aiuto di un Rosacroce amico si si sono aperte ulteriori possibilità di interpretazione del testo ermetico ed è stato possibile, avvalendosi di viticoltori opportunamente scelti in sette differenti luoghi d'Italia, lontano dalle moderne tecnologie, applicare le conoscenze acquisite e ottenere, dopo innumerevoli tentativi, i sette vini alchemici di fra' Gian Giacomo.

Otto

Oggi conserviamo libro e manoscritti in un luogo sicuro. Dove? Nel Roseto dei Filosofi, nel quale, senza la giusta Chiave, non si può entrare...
  • Uno

    “Tutti gli alberi, le erbe e le radici così come tutti i metalli e i minerali, ricevono le loro forze, il nutrimento e la crescita dallo spirito della terra perché lo spirito, che è vita, è nutrito dagli astri e accorda in seguito il suo nutrimento a tutto ciò che vegeta."
    
Basilio Valentino,
    Le Dodici Chiavi della Filosofia, Quinta Chiave.

  • Due

    Sette antichi manoscritti contenenti oscure ricette per la produzione di vino esoterico. Sette diversi approcci alchemici da operarsi in sette luoghi diversi per cogliere al meglio la forza vivificante della terra. Sette vini, sette metalli, sette diversi viaggi mistico-sensoriali.
  • Tre

    Tutto ha inizio nella Venezia eterodossa del Settecento, quando libri di magia e pratiche magiche circolavano ampiamente in forma manoscritta. Un giorno del 1777 un frate di nome Gian Giacomo, denunciato al Sant'Uffizio per praesunta haeresis e ricercato dal Capitano del Tribunale che aveva l'ordine di arrestarlo, corse a rifugiarsi in una soffitta non lontano da San Marco. Il motivo dell'accusa era il possesso di sette manoscritti di carattere alchemico che egli aveva fatto vedere ad altri frati e viticoltori.
  • Quattro

    Nella soffitta il frate trovò un libro nel quale pensò bene di nascondere i manoscritti. Poi, nel risguardo del libro, scrisse, firmò e datò la breve confessione che ci consente di ricostruire in parte questa vicenda, e nascose il tutto meglio poté. Non sappiamo cosa accadde successivamente a fra' Gian Giacomo. Non sappiamo se fu catturato dal Capitano del Tribunale, non sappiamo se fu mai portato dinnanzi all'inquisitore. Negli incartamenti processuali coevi non pare esservi alcuna menzione di un frate di nome Gian Giacomo arrestato per il possesso di manoscritti sospetti, e probabilmente non ci fu un processo inquisitoriale vero e proprio.
  • Cinque

    Per qualche motivo libro e manoscritti finirono due anni dopo a Napoli, se – libro alla mano – leggiamo, nella carta di guardia, il nome del suo nuovo possessore, nonché luogo e data: “Ermanno dei Sorrentino, in Napoli, 1779”. Probabilmente il libro, ritrovato presto nella soffitta, fu ceduto o venduto a qualcuno – forse proprio a detto Ermanno – che lo portò con sé a Napoli assieme ai manoscritti.
Queste le vicende di Gian Giacomo, dei manoscritti e del libro che, prima della caduta della Serenissima, raggiunsero la Napoli di Ferdinando IV.
  • Sei

    Ebbene ho avuto la fortuna di ereditare da mio padre – il quale a sua volta lo ereditò da suo padre – il libro di Gian Giacomo, ancora integro e contenente i manoscritti. Non posso affermare di essere un discendente di Ermanno, l'antico possessore del libro, benché porti lo stesso cognome. La cosa che più importa è l'essere venuto in possesso di originali manoscritti della seconda metà del Settecento contenenti procedure alchemiche atte alla produzione di sette vini non ordinari. Evidentemente si era voluto che non andasse perduta la memoria di Gian Giacomo e dei manoscritti, se sul dorso del libro si legge, probabilmente scritta da Gian Giacomo stesso, la parola greca il cui significato è: “immortale”.
  • Sette

    Essendo da sempre un appassionato di alchimia e filosofia ermetica ho deciso di rileggere le Dodici Chiavi della Filosofia di Basilio Valentino, il Corpus Hermeticum di Hermete Trismegisto, la Atalanta Fugiens di Micheil Maier e tradurre i manoscritti per dare inizio alla coltivazione dei sette vini. Molte cose mi sono rimaste oscure per diversi anni. Grazie all'aiuto di un Rosacroce amico si si sono aperte ulteriori possibilità di interpretazione del testo ermetico ed è stato possibile, avvalendosi di viticoltori opportunamente scelti in sette differenti luoghi d'Italia, lontano dalle moderne tecnologie, applicare le conoscenze acquisite e ottenere, dopo innumerevoli tentativi, i sette vini alchemici di fra' Gian Giacomo.
  • Otto

    Oggi conserviamo libro e manoscritti in un luogo sicuro. Dove? Nel Roseto dei Filosofi, nel quale, senza la giusta Chiave, non si può entrare...

Pronto alla sublimazione nel vino?

PARLIAMONE

"La natura non dà alla luce le cose compiute, bensì tocca all'uomo compierle. L'alchimia è tale compimento. L'alchimista è il vendemmiatore perché produce il vino".
Paracelso, Paragranum.

Athanor

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